Un giovane residente nel Beneventano è stato posto ai domiciliari con braccialetto elettronico nell’indagine sulla truffa da 29.500 euro a un anziano agrigentino. Il provvedimento, riferito il 30 ottobre da Report Sicilia e SiciliaNews24, riguarda un raggiro denunciato dopo i fatti del 30 aprile.
Le chiamate del falso ispettore
Secondo gli investigatori, telefonate e messaggi sembravano provenire da un’utenza realmente utilizzata dalla Polizia. L’interlocutore si sarebbe presentato come ispettore e avrebbe sostenuto che funzionari bancari infedeli stavano tentando di truffare l’anziano.
Il bonifico sarebbe stato prospettato come un aiuto necessario a un’indagine per arrestare quei presunti responsabili. La vittima ha così trasferito il denaro.
Gli accertamenti bancari
La sezione della Squadra Mobile di Agrigento che si occupa dei reati contro patrimonio e pubblica amministrazione ha ricostruito i passaggi attraverso verifiche bancarie e videosorveglianza. La somma sarebbe arrivata su una carta intestata all’indagato, seguita da prelievi in sei uffici postali del Napoletano.
Il giovane è indagato per truffa aggravata in concorso con un’altra persona che, secondo le fonti, non è destinataria di una misura restrittiva. Le responsabilità restano da accertare: non viene comunicato il recupero integrale del denaro.



