Due persone sono state raggiunte da misure di custodia cautelare in carcere nell’indagine sull’incendio di un autodemolitore di Monza. Il rogo avvenne il 18 ottobre 2025 in viale delle Industrie: gli arresti riferiti nei resoconti del 19 ottobre sono stati eseguiti il 9 e il 14 ottobre 2026.
La ricostruzione investigativa
La Squadra Mobile di Monza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, ipotizza che l’incendio fosse una ritorsione contro padre e figlio, titolari dell’attività, per la loro collaborazione con gli investigatori in un’inchiesta su truffe legate alle automobili.
Le immagini, le intercettazioni e gli accertamenti sugli spostamenti hanno portato a ricostruire, secondo gli inquirenti, i ruoli di mandante, intermediario ed esecutori. Le due misure riguardano i presunti esecutori; non equivalgono a quattro arresti.
Le misure e le perquisizioni
Uno dei destinatari, di 54 anni, era già detenuto per un’altra vicenda. L’altro è stato fermato a Malpensa al ritorno dall’Australia. Sono state effettuate anche perquisizioni a Bernareggio, Gaggiano, Brembate e Pizzo Calabro.
Il danno è stato stimato dai proprietari tra 150 e 200 mila euro. La contestazione del metodo mafioso appartiene all’ipotesi accusatoria: la custodia cautelare non costituisce una condanna.



