Tre persone denunciate per presunte violazioni venatorie e due caprioli restituiti alla natura. È il bilancio dell’attività del Nucleo ittico venatorio della Polizia provinciale di Brescia riportato da Radio Bruno Brescia il 26 ottobre.
I controlli sulla caccia
Nella Bassa Bresciana due persone sarebbero state sorprese di notte durante un’attività di uccellagione con reti di ventidue metri per cinque e apparecchi di richiamo. Secondo la ricostruzione, i volatili erano destinati al commercio illecito di uccelli da richiamo.
In Valsabbia è stato denunciato un cacciatore dopo l’abbattimento di un camoscio. Gli operatori contestano l’uso di munizione spezzata e di cani non consentiti in quella circostanza. È stato notificato il divieto di detenere armi; la fonte riferisce inoltre un risarcimento di tremila euro dovuto alla Regione.
Il recupero dei caprioli
Nel medesimo bilancio figurano un maschio e una femmina feriti in distinti incidenti stradali e curati per oltre quattro mesi al Cras di Paspardo. Dopo il recupero sono stati liberati in una foresta demaniale lombarda dove la caccia è vietata.



