Sei strutture ricettive abusive, oltre 2,6 milioni di euro di redditi sottratti a tassazione e violazioni Iva per più di 400mila euro. Sono i risultati dei controlli della Guardia di Finanza su 45 attività dell’area metropolitana di Bari, intensificati durante l’estate 2026.

Il bilancio è stato diffuso il 16 ottobre e ripreso il 17 ottobre da ViviCastellanaGrotte. Riguarda più interventi nel settore di bed and breakfast, case vacanze e affittacamere, non una singola operazione eseguita nello stesso giorno.

Come sono state selezionate le attività

I finanzieri hanno incrociato banche dati fiscali, elenchi e segnalazioni dei Comuni con le informazioni raccolte dai reparti territoriali. Ai controlli hanno partecipato il I Gruppo di Bari e le articolazioni operative di Altamura, Molfetta, Monopoli, Bitonto, Mola di Bari, Gioia del Colle e Putignano.

Per le sei strutture considerate abusive è stata rilevata l’assenza delle comunicazioni obbligatorie o delle autorizzazioni necessarie all’esercizio dell’attività.

Attività imprenditoriali e lavoratori irregolari

In altri casi le verifiche hanno contestato che le modalità di gestione corrispondessero a un’attività imprenditoriale, pur presentata come ricettività familiare. La distinzione comporta obblighi fiscali e amministrativi differenti.

Nel complesso sono stati individuati dodici lavoratori in nero o irregolari. Il numero riguarda il bilancio degli accessi alle strutture e non viene attribuito a una sola attività.

I pagamenti fuori dalle piattaforme

Soprattutto nel sud dell’area metropolitana sono emersi casi di operatori che, ricevuta una prenotazione online, ricontattavano il cliente per cancellarla e concludere privatamente il soggiorno, chiedendo denaro in contanti. Secondo la ricostruzione della Finanza, questo meccanismo serviva a non lasciare traccia dei servizi e a sottrarli all’imposizione.

Nella stessa zona sono state trovate anche camere ricavate nei garage e sistemazioni improvvisate. Le risultanze sono riferite ai controlli fiscali e amministrativi: il comunicato non annuncia arresti o condanne definitive.