Il Tribunale di Napoli ha pronunciato il 23 ottobre la sentenza di primo grado nel processo sul clan Moccia. La settima sezione penale ha condannato Antonio Moccia a trent’anni, Angelo a ventiquattro e Luigi a ventuno. A Gennaro Moccia, figlio di Angelo, sono stati inflitti sedici anni.
Il verdetto dopo il dibattimento
InterNapoli riferisce l’esito dopo quattro anni di processo e cinque giorni di camera di consiglio. Le pene principali sono confermate anche da Pupia e da altri resoconti del 23 ottobre.
Il dispositivo comprende numerose altre condanne, fra cui ventun anni per Filippo Iazzetta. Contiene però anche assoluzioni: il risultato non può essere riassunto attribuendo una condanna indistinta a tutti gli imputati.
La fase processuale
Il procedimento aveva registrato nel 2025 scarcerazioni per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Tale circostanza riguarda la misura durante il processo e va distinta dal merito della sentenza ora pronunciata.
Si tratta di decisioni di primo grado, soggette a impugnazione. I resoconti non attestano che le pene siano già definitive.



