Cinque siti utilizzati per proporre vendite immobiliari e aste giudiziarie inesistenti sono stati sequestrati e resi inaccessibili nell’indagine coordinata dalla Procura di Bologna. Il Resto del Carlino riporta il 21 ottobre la comunicazione della Questura sul lavoro del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Emilia-Romagna.
I riferimenti istituzionali imitati
I portali richiamavano il Tribunale di Cesena, il Consiglio del Notariato e studi professionali. Secondo gli investigatori, ne riproducevano grafica e contenuti per rendere credibili le offerte. Gli annunci includevano perizie e avvisi dall’aspetto ufficiale, insieme a riferimenti a professionisti inesistenti o estranei.
Il precedente di settembre
Gli accertamenti seguono il sequestro, a fine settembre, di un altro portale che si presentava come sito del Tribunale di Faenza. La nuova notizia riguarda i cinque domini successivamente individuati nella stessa indagine.
Responsabili ancora da identificare
Le verifiche proseguono anche all’estero. Gli investigatori considerano possibile l’impiego di intelligenza artificiale generativa per costruire i contenuti: è un’ipotesi riferita dalla nota, non un accertamento definitivo. Non sono comunicati arresti.



