Quasi quattro tonnellate di frutta e verdura sono state sequestrate alla Spezia perché mancavano documenti idonei a ricostruirne provenienza e tracciabilità. Il controllo della Polizia locale, con il successivo intervento di Asl 5 e Guardia di Finanza, è stato riferito da La Nazione il 16 ottobre 2026.
La vendita in via Bixio
Intorno alle 11.30 una pattuglia di motociclisti ha individuato la vendita di cassette di prodotti ortofrutticoli in via Bixio, all’incrocio con corso Cavour. Tra i clienti, secondo il resoconto, figuravano anche titolari di minimarket del centro storico.
Il conducente dell’autocarro non ha presentato documentazione sufficiente sull’origine degli alimenti. I sanitari di Asl 5 hanno quindi disposto il sequestro dell’intero carico, destinato alla distruzione in un centro autorizzato. La fonte non attesta una distruzione già eseguita.
Le contestazioni amministrative
Per le irregolarità sanitarie è stata contestata una sanzione di circa diecimila euro. Altre cinquemila euro riguardano la mancanza del titolo per il commercio su area pubblica e mille euro l’assenza dell’attestazione annuale prevista dalla disciplina regionale. La vendita avveniva inoltre in una zona in cui il regolamento comunale la vieta.
L’autocarro superava di oltre il trenta per cento la massa consentita. Per il sovraccarico sono stati contestati altri 431 euro e quattro punti della patente.
Il controllo sul lavoro
La Guardia di Finanza ha verificato anche la posizione del conducente, rilevando l’assenza di un regolare contratto di lavoro. Restano da ricostruire i canali attraverso cui i prodotti venivano distribuiti. L’assenza di tracciabilità è la ragione del sequestro sanitario: il resoconto non comunica analisi che abbiano dimostrato una contaminazione degli alimenti.



