Un’anziana di Carsoli ha respinto un tentativo di truffa telefonica costruito sul presunto coinvolgimento di un figlio in una rapina. Secondo il racconto pubblicato da ConfineLive il 18 ottobre 2026, il tentativo è avvenuto nel pomeriggio di sabato 17 e si è interrotto quando la donna ha rifiutato di far entrare qualcuno nella propria abitazione. Non ha consegnato denaro.

La storia della targa clonata

Un uomo si è presentato al telefono come maresciallo dei Carabinieri. Ha sostenuto che una targa clonata dell’auto del figlio fosse stata usata per una rapina e che fossero necessarie pratiche per chiarirne la posizione.

La donna ha inizialmente fornito i numeri di alcuni figli. Gli interlocutori, secondo il resoconto, conoscevano indirizzi e informazioni familiari; il figlio citato era fuori zona.

La seconda telefonata

Dopo avere annunciato un contatto con il familiare, il sedicente militare ha richiamato circa due minuti più tardi. Ha affermato di averne ottenuto il consenso a procedere, prospettando conseguenze gravi e facendo riferimento a pagamenti.

Alla richiesta di recarsi in casa, l’anziana ha però opposto un rifiuto. L’interlocutore ha insistito sulla propria presunta qualifica; la donna gli ha chiesto di identificarsi e ha mantenuto la decisione di non aprire. La fonte non riferisce identificazioni dei responsabili o arresti.