Un impianto per il trattamento di materiali inerti è stato sequestrato a Maida, in località Balzano, nell’indagine su scarichi nel fiume Amato e deposito di fanghi industriali sul terreno. Il Corriere della Calabria riferisce il 30 ottobre il provvedimento dei Carabinieri Forestali di Girifalco, convalidato dal gip di Lamezia Terme.
Le verifiche ambientali
Gli accertamenti, coordinati dalla Procura lametina e svolti anche con l’Ufficio tecnico comunale, riguardano un’area soggetta a vincoli paesaggistici e idrogeologici. Secondo gli investigatori mancava l’Autorizzazione unica ambientale necessaria all’attività.
Le vasche di decantazione sarebbero state irregolari e prive di adeguata impermeabilizzazione: le acque del lavaggio sarebbero finite direttamente nel fiume. Sul suolo sarebbero inoltre stati accumulati fanghi industriali senza le dovute cautele.
Materiali e opere edilizie
Gli investigatori stanno verificando la provenienza degli inerti, che potrebbero derivare da prelievi non autorizzati dall’alveo. Sono stati individuati anche manufatti ritenuti privi dei titoli edilizi e del nulla osta paesaggistico.
Il vincolo comprende l’impianto di frantumazione, le opere contestate, i cumuli di inerti e fanghi e le vasche di chiarificazione. Il gestore è stato denunciato a piede libero per le ipotesi relative a rifiuti, attività non autorizzata e violazioni edilizie e paesaggistiche. Le accuse restano da accertare.



