Sono 575 le presunte cessioni di droga ricostruite dalla Guardia di Finanza di Pordenone nell’indagine che ha portato un uomo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La misura è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura. La notizia è stata diffusa il 19 ottobre.
Dal controllo agli accertamenti
L’inchiesta ha preso avvio da uno scambio di sostanza osservato dai finanzieri. Il controllo personale e la successiva perquisizione domestica hanno consentito di sequestrare complessivamente 6,1 grammi di cocaina e 4.210 euro in contanti.
Gli investigatori hanno poi incrociato osservazioni sul territorio, pedinamenti, tabulati telefonici e dichiarazioni di acquirenti. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’attività avrebbe compreso 158 cessioni di hashish e 417 di cocaina.
Le quantità ricostruite e i minorenni
Gli oltre 2,1 chilogrammi di hashish e i 655 grammi di cocaina indicati nel resoconto rappresentano i quantitativi attribuiti alle vendite ricostruite: non sono il peso della droga materialmente sequestrata al primo controllo.
Tra gli acquirenti figurerebbe anche un minorenne. L’indagato avrebbe inoltre coinvolto la fidanzata, anch’essa minorenne, in alcuni episodi di spaccio. Si tratta delle contestazioni emerse nell’indagine, sulle quali dovrà essere accertata la responsabilità penale dell’uomo.



