La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un sequestro conservativo di beni e disponibilità finanziarie fino a circa 25 milioni di euro nell’indagine sulla liquidazione giudiziale di una società di vigilanza e investigazione privata. Radio Roma riferisce il 28 ottobre che il provvedimento del Gip riguarda tre indagati.
La gestione societaria sotto esame
Le ipotesi contestate sono bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e operazioni dolose. Gli accertamenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura, riguardano amministratori e liquidatori succedutisi nella gestione.
Secondo gli investigatori, l’omissione sistematica dei versamenti tributari avrebbe contribuito al dissesto. Il debito verso l’Agenzia delle Entrate ammonterebbe a circa 25 milioni, pari al 99% del passivo societario.
I documenti contabili e il blocco dei beni
È contestata anche la sottrazione delle scritture obbligatorie, che avrebbe ostacolato la ricostruzione del patrimonio.
Il sequestro conservativo è finalizzato a preservare le garanzie per i creditori e le ragioni erariali. L’importo rappresenta il limite del provvedimento comunicato dalla fonte, non una somma già recuperata in via definitiva. Le responsabilità dei tre indagati restano da accertare.



