Tre persone sono state poste agli arresti domiciliari nell’indagine su una residenza per anziani abusiva in provincia di Taranto. Il NAS ha eseguito le misure il 16 ottobre 2026, su ordinanza del Gip. Gli ospiti sono stati trasferiti in una struttura idonea e l’abitazione utilizzata per l’attività assistenziale è stata sequestrata.
L’assenza di autorizzazioni e cure
Secondo il comunicato dei Carabinieri, la residenza non disponeva delle autorizzazioni necessarie ed era gestita da una persona che si presentava come operatore socio-sanitario.
Gli anziani accolti erano affetti da gravi patologie fisiche e psichiche. Le indagini coordinate dalla Procura di Taranto hanno ricostruito presunti maltrattamenti e condizioni di incuria, con assenza di assistenza medica e infermieristica.
I fondi di un ospite
Un ulteriore filone riguarda la presunta sottrazione di denaro a uno degli anziani. L’amministratore di fatto avrebbe utilizzato e falsificato indebitamente strumenti di pagamento elettronici della vittima per impiegarne i fondi a proprio vantaggio.
Una parte del denaro sarebbe stata trasferita a una quarta persona, indagata in stato di libertà per ricettazione. Questa posizione resta distinta da quelle delle tre persone destinatarie dei domiciliari.
I sequestri e il trasferimento degli anziani
I militari hanno sequestrato l’abitazione e il materiale sanitario presente. Nei confronti del principale indagato per l’appropriazione dei fondi è stato inoltre eseguito un sequestro preventivo per equivalente fino a circa 40mila euro, esteso a beni e attività patrimoniali nella sua disponibilità.
L’importo di 40mila euro riguarda questo specifico vincolo e non viene confuso con il valore dell’intera struttura sequestrata. Il resoconto Italpress pubblicato dal Gazzettino di Gela indica per l’insieme dei beni un valore superiore a 300mila euro.
I provvedimenti sono stati emessi durante le indagini preliminari. Le accuse dovranno essere vagliate nel processo e non costituiscono condanne definitive.



