Il Sappe riferisce due episodi di violenza avvenuti a distanza di due giorni nel carcere di Arghillà, a Reggio Calabria, con agenti della Polizia Penitenziaria feriti. Il resoconto del sindacato è stato pubblicato il 19 ottobre dal Corriere della Calabria.

La ricostruzione del sindacato

Secondo la sigla, un primo episodio sarebbe nato dopo l’impossibilità di effettuare una videochiamata. Un detenuto avrebbe aggredito un agente e sarebbero seguiti scontri fra reclusi. Il successivo trasferimento in un’altra sezione, sempre stando al racconto sindacale, non avrebbe impedito ulteriori tensioni.

Nel secondo episodio il Sappe riferisce la sottrazione di chiavi, poi recuperate, e nuove aggressioni contro il personale intervenuto. La fonte riprende le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone, insieme a quelle dei referenti locali Franco Denisi e Giusy Scordo.

Le richieste per l’istituto

Il sindacato chiede l’intervento del Gruppo operativo mobile e sezioni dedicate ai detenuti violenti. Si tratta di richieste avanzate dalla sigla, non dell’annuncio di un dispiegamento già disposto.

La ricostruzione delle aggressioni rimane attribuita al Sappe. Il resoconto non offre un riscontro sanitario indipendente sulle condizioni dei singoli agenti: non viene quindi formulato un bilancio medico dei feriti.