Beni per circa 1,7 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore edile di Castellammare di Stabia e al suo nucleo familiare. Internapoli riferisce il 23 ottobre il decreto della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, fondato sulla presunta riconducibilità del patrimonio ad attività illecite.
Gli accertamenti economici
La Compagnia di Castellammare ha esaminato redditi e incrementi patrimoniali nel periodo 1997–2024. Secondo la ricostruzione investigativa, le entrate lecite non avrebbero giustificato i beni accumulati.
L’imprenditore è ritenuto appartenente al clan D’Alessandro e avrebbe finanziato attività criminali e fatto da intermediario con operatori economici destinatari di pretese estorsive. Si tratta degli elementi posti a base della proposta di prevenzione, non di una nuova condanna definitiva riferita dalla fonte.
I beni interessati
Il sequestro comprende cinque unità immobiliari, un box auto, quote e patrimonio aziendale di due società edili e un deposito di risparmio.
La misura appartiene a un procedimento di prevenzione patrimoniale ed è impugnabile. Il resoconto non riferisce una confisca definitiva o nuovi arresti collegati all’esecuzione del decreto.



