Due uomini residenti nel Riminese sono stati arrestati dai Carabinieri dopo essersi spostati da Novafeltria a Villa Verucchio per un secondo tentativo di raggiro. Secondo la ricostruzione pubblicata da Altarimini il 17 ottobre, il primo episodio risale al giorno precedente e aveva già messo i militari sulle loro tracce.
La chiamata alla famiglia
A Novafeltria i presunti truffatori avevano contattato una famiglia del centro. Il figlio quarantenne era stato invitato a presentarsi in caserma per un inesistente caso di clonazione dei documenti. L’obiettivo successivo sarebbe stato parlare con uno dei genitori anziani.
Alla seconda telefonata ha risposto però di nuovo il figlio. L’interlocutore si è presentato come un tenente della stazione di Villa Verucchio. Nel frattempo i Carabinieri, informati del tentativo, avevano raggiunto e presidiato l’abitazione: il raggiro non è stato portato a compimento.
Il trasferimento e il fermo
Pochi minuti dopo, secondo la testata, i due si sono spostati a Villa Verucchio e hanno preso di mira un’altra donna. Quando si sono presentati per ritirare denaro e gioielli hanno trovato i militari, che li hanno arrestati.
Nell’aggiornamento del 17 ottobre risultavano agli arresti domiciliari. Il giudizio per direttissima era indicato per lunedì 19 ottobre: è un appuntamento annunciato dalla fonte, del quale non viene anticipato l’esito. Il provvedimento cautelare non equivale a una condanna e le responsabilità restano da accertare.



