Un cinquantaseienne di Villa Carcina è stato arrestato nell’ambito dell’operazione antibracconaggio Pettirosso 2026. I Carabinieri lo avrebbero sorpreso mentre recuperava, nelle pertinenze di casa, uccelli catturati con reti da uccellagione. La vicenda era stata resa nota il 18 ottobre ed è ripresa da BsNews il 19.
Il controllo dei Forestali
Sono intervenuti i militari del reparto operativo Soarda con il supporto dei Carabinieri Forestali di Brescia. L’uomo era già sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali dopo una condanna definitiva a quattro anni per riciclaggio e risultava destinatario del divieto di detenere armi e munizioni.
Gli accertamenti hanno portato al sequestro di un fucile semiautomatico, novantacinque cartucce e una pistola ad aria compressa. Sono state trovate anche undici reti, un richiamo acustico elettronico e una gabbia trappola.
Gli animali rinvenuti
Il bilancio comprende tre pettirossi morti e ventitré uccelli vivi, appartenenti sia a specie cacciabili sia a specie non cacciabili. Non viene specificato che tutti gli esemplari vivi fossero pettirossi, né il resoconto fornisce una successiva conferma della loro liberazione.
La convalida
Dopo il fotosegnalamento presso la Compagnia di Gardone Val Trompia, il Tribunale ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari. Le contestazioni comprendono detenzione abusiva di armi e munizioni, furto venatorio, uccisione di animali e cattura illecita di avifauna protetta. Per questi nuovi fatti la responsabilità resta da accertare.



