Un diciannovenne residente nel Pavese è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni da sparo dopo una perquisizione della Polizia di Stato. Il comunicato della Questura di Milano che descrive l’operazione è datato 14 ottobre 2026: il fatto non viene presentato come un nuovo arresto del 17 ottobre, giorno in cui è stato ripreso da La Milano.

Le armi trovate nell’abitazione

Gli agenti hanno sequestrato due pistole FN Herstal, modelli 1906 e 1910, e un fucile Marocchi SM66. Sono state trovate anche due sciabole, coltelli, pugnali, un tirapugni, un’ascia, un martello, un manganello e una pistola giocattolo senza tappo rosso.

La perquisizione è stata delegata dalla Procura di Milano nell’ambito di un procedimento in cui il giovane è indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il materiale acquisito dalla Digos

Nella camera da letto sono stati rinvenuti oggetti e pubblicazioni che gli investigatori riconducono all’estrema destra radicale. Il comunicato elenca materiale riferito a Hitler e Mussolini, bandiere con svastiche, una maschera a teschio e simboli nazisti o della croce celtica.

Gli elementi sequestrati saranno valutati nel procedimento. L’inquadramento investigativo del materiale resta distinto dall’accertamento definitivo delle responsabilità penali del giovane.

Gli accertamenti collegati alla chat “Terza Posizione”

L’indagine della sezione Antiterrorismo della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e delle strutture centrali della Polizia di prevenzione, nasce dagli approfondimenti su un precedente procedimento.

Il 22 aprile era stata arrestata un’altra persona, indicata come amministratore della chat “Terza Posizione”. L’esame di un dispositivo sequestrato in quella vicenda e dei contenuti social del diciannovenne avrebbe fatto emergere indizi sulla sua possibile disponibilità di armi.

Il trasferimento a Voghera

Per la detenzione illegale delle armi è scattato l’arresto. La Procura di Pavia ha disposto il trasferimento nella casa circondariale di Voghera in attesa della convalida del Gip. Il comunicato disponibile non riporta l’esito successivo dell’udienza e non consente di annunciare una condanna.