Il ritrovamento di un ordigno sul cassone C32 della nuova diga foranea di Genova ha fatto scattare le misure di sicurezza il 23 ottobre. Dopo il sopralluogo, i militari del 32° Reggimento Genio Guastatori hanno confermato la distanza precauzionale di 400 metri. GenovaQuotidiana e Seareporter riportano che il perimetro resta interamente nel cantiere e non compromette l’operatività portuale.
Le verifiche degli specialisti
La Prefettura ha disposto il sopralluogo. Gli artificieri hanno raggiunto il cassone con la motovedetta CP 334 e il battello A96 della Guardia Costiera.
Il raggio di sicurezza era già previsto dall’ordinanza numero 223 della Capitaneria, emanata il giorno del ritrovamento. Le limitazioni riguardano l’area attorno all’ordigno, dove sono sospese le attività fino alla bonifica.
Il traffico dello scalo
Le verifiche confermano che la zona delimitata non invade le aree operative del porto. La normale attività dello scalo può quindi proseguire.
Il sopralluogo non equivale alla rimozione dell’ordigno: restano da completare gli interventi specialistici necessari alla bonifica.



