Quattro residenti nella provincia di Napoli sono stati denunciati dai Carabinieri nell’indagine su frodi telefoniche compiute con la tecnica dello spoofing. Gli accertamenti sono partiti dalla denuncia presentata nel 2025 da una persona di Pieve di Cadore, nel Bellunese.
La notizia è stata resa nota il 16 ottobre 2026 ed è riportata da BlastingNews e ANSA. Le denunce riguardano sospetti da verificare nel procedimento, non condanne.
Il falso allarme sul conto
La vittima avrebbe ricevuto un SMS che segnalava un prelievo anomalo dal conto corrente. Al messaggio sarebbero seguite telefonate nelle quali i numeri mostrati sul display apparivano riconducibili a interlocutori bancari o istituzionali.
Lo spoofing consiste proprio nel camuffare l’identificativo della chiamata: il numero visualizzato non garantisce l’identità della persona che sta parlando. In questo caso, secondo gli investigatori, l’apparenza di affidabilità avrebbe convinto la vittima a seguire le istruzioni ricevute.
Il bonifico e gli accertamenti
La persona avrebbe disposto un bonifico verso un IBAN risultato poi collegato agli organizzatori del raggiro. L’inchiesta ipotizza che, attraverso più azioni analoghe, siano stati riciclati o trasferiti all’estero importi per centinaia di migliaia di euro.
Questa stima riguarda il complesso delle attività contestate: le fonti non la attribuiscono integralmente al singolo bonifico di Pieve di Cadore. Non viene comunicato un importo preciso per quella vittima né un recupero delle somme.



