Un ventiseienne di Vibo Valentia è stato sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza dopo ripetute violazioni del divieto di frequentare locali pubblici. La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro ha accolto la proposta del Questore, preparata con l’istruttoria della Divisione Anticrimine. La Nuova Calabria ha riferito il provvedimento il 17 ottobre 2026.

Dalla rissa al divieto di accesso

La vicenda prende origine da una rissa in un locale del centro cittadino e da contestazioni relative al porto abusivo di un coltello. Al giovane era stato imposto il Dacur, il divieto di accesso ai locali della movida.

Durante successivi controlli, la Squadra Volante lo avrebbe però trovato più volte in esercizi che gli erano interdetti. Alle denunce per le violazioni era seguito un aggravamento: il divieto era stato esteso a tre anni, con l’aggiunta dell’obbligo di firma negli uffici della Polizia.

La nuova misura di prevenzione

Ulteriori inosservanze hanno portato la Questura a chiedere la sorveglianza speciale. Il Tribunale, ritenendo attuale la pericolosità sociale indicata nella proposta, ha disposto prescrizioni più restrittive.

Le prescrizioni applicate

Il decreto impone di non allontanarsi dalla dimora senza preavviso all’autorità, di rientrare entro le 21 e di non uscire prima delle 6. Comprende inoltre il divieto di partecipare a riunioni pubbliche e di frequentare abitualmente persone con pregiudizi di polizia.

Il provvedimento descritto è una misura di prevenzione personale con obbligo di soggiorno. Non viene presentato come un nuovo arresto o come una condanna per gli episodi precedenti.