Ottantasei dispositivi medici per diabetici sono stati recuperati dai Carabinieri in un’abitazione di Genova durante un’indagine su un furto ai danni della società UFL, Unione Farmacisti Liguri. Una dipendente è stata denunciata; il convivente di 52 anni è stato arrestato dopo il ritrovamento di una pistola detenuta illegalmente. Liguria Notizie riferisce l’operazione il 17 ottobre 2026.
L’ammanco rilevato nell’inventario
L’indagine della Compagnia di Sampierdarena, coordinata dalla Procura di Genova, è partita dalla denuncia presentata il 7 ottobre. La società del gruppo Unifarm aveva rilevato la mancanza di 757 presidi destinati alle farmacie liguri per la gestione e il monitoraggio del diabete.
Il valore complessivo del materiale sottratto è stimato in circa seimila euro. Il numero dei pezzi mancanti e quello dei dispositivi recuperati restano distinti: la perquisizione non ha consentito di ritrovare tutti i 757 presidi.
La perquisizione del 16 ottobre
L’esame delle immagini di videosorveglianza cittadina e delle zone vicine al centro logistico ha indirizzato gli investigatori verso una dipendente. Nella mattinata del 16 ottobre i militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare delegata dalla Procura.
Gli 86 dispositivi erano nascosti negli arredi del soggiorno e della camera da letto. Sono risultati manomessi e non più utilizzabili e sono stati sequestrati. La donna è stata denunciata per l’ipotesi di furto aggravato.
La pistola e l’arresto del convivente
Durante il controllo sono stati trovati anche una Beretta calibro 9 corto e circa due grammi di cocaina, che gli investigatori riconducono al convivente cinquantaduenne.
L’arresto dell’uomo riguarda la detenzione illegale della pistola, mentre la posizione della donna riguarda la sottrazione dei dispositivi. Il convivente è stato trasferito nel carcere di Marassi. Le due contestazioni non vengono confuse o attribuite indistintamente alla coppia.
Gli accertamenti sul materiale mancante
Proseguono le verifiche sulla quantità effettivamente sottratta e sulla destinazione degli altri presidi. La denuncia e l’arresto non equivalgono a condanne definitive; gli elementi raccolti saranno valutati dall’autorità giudiziaria.



