Non luogo a procedere per Francesco Dodaro, Antonella Dodaro e Angelo Magnoli nell’inchiesta su una fattura ritenuta falsa. Il giudice dell’udienza preliminare di Cosenza, Letizia Benigno, non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, secondo quanto riferito da Cosenza Channel il 19 ottobre.

La decisione del giudice

Con il proscioglimento perde efficacia anche il sequestro preventivo di circa centosessantaquattromila euro disposto nella fase delle indagini. La decisione riguarda tutti e tre gli imputati, non soltanto i due fratelli Dodaro.

L’origine dell’accertamento fiscale

L’indagine della Guardia di Finanza era partita da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate sulle operazioni del 2018 di una società con sede a Castrolibero. L’ipotesi accusatoria riguardava una fattura da 432mila euro, oltre a 95.040 euro di Iva, per operazioni considerate inesistenti.

Secondo quella ricostruzione, l’utilizzo del documento avrebbe prodotto crediti e deduzioni fiscali. Il profitto contestato era stato quantificato in 164.173 euro. È la richiesta di portare queste accuse a dibattimento che il gup non ha accolto; il sequestro viene quindi riferito come privo di efficacia, non come una nuova misura patrimoniale.