Quattro unità immobiliari, cinque società e ventotto rapporti finanziari sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro. Il provvedimento riguarda un imprenditore ritenuto contiguo al clan Contini. Il comunicato ufficiale reca in calce la data del 19 ottobre 2026.
La decisione sulle disponibilità patrimoniali
La misura prevista dal Codice antimafia è stata emessa dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Direttore della DIA. A eseguirla è stato il Centro Operativo napoletano.
Gli accertamenti patrimoniali hanno rilevato, secondo la DIA, una marcata sproporzione tra la capacità reddituale dell’imprenditore e le disponibilità economiche e finanziarie a lui riconducibili. Questo elemento è stato posto dal Tribunale alla base del sequestro.
Il locale nella zona di Coroglio
Tra le società interessate figura quella che gestisce un noto locale ricreativo di Coroglio, di cui il destinatario sarebbe stato il gestore di fatto. Il comunicato non ne pubblica il nome. Tra i quattro immobili figurano anche beni di pregio e di rilevante valore commerciale.
I rapporti ricostruiti dalla DIA
La fonte istituzionale riferisce una precedente condanna dell’imprenditore per associazione mafiosa, collegata a rapporti con organizzazioni attive nell’area di Piazza Mercato. Dopo un periodo di detenzione e la scarcerazione, avrebbe instaurato relazioni con esponenti di vertice del clan Contini.
L’atto descritto è un sequestro di prevenzione patrimoniale. Non viene presentato come una confisca definitiva né come una nuova sentenza di condanna.



