Un chirurgo estetico attivo tra Catania e Messina è stato citato in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei conti di Palermo per un presunto danno erariale superiore a 373mila euro. Gli accertamenti della Guardia di Finanza riguardano attività privata non autorizzata che il professionista avrebbe svolto nel 2021, pur percependo l’indennità di esclusività dell’azienda sanitaria pubblica. La notizia è stata diffusa il 19 ottobre.

Le prestazioni fuori dall’ospedale

Secondo l’indagine del I Gruppo di Catania, denominata Golden Diary, il medico aveva scelto il regime intramoenia presso l’ospedale di appartenenza. Avrebbe però effettuato prestazioni in studi privati delle due province e per una società di lavoro interinale, anche in giorni e orari nei quali risultava in servizio nella struttura pubblica.

Le contestazioni comprendono interventi in una clinica privata del Messinese: altri medici avrebbero figurato al suo posto nelle cartelle sanitarie e nelle fatture.

L’agenda e le informazioni dei pazienti

La documentazione acquisita nello studio comprendeva un’agenda con annotazioni alfanumeriche sui compensi. I finanzieri hanno raccolto informazioni da oltre centotrenta pazienti per ricostruire le prestazioni e interpretare quelle registrazioni.

Quattro destinatari della citazione

L’atto è stato notificato anche al primario del reparto, per la presunta mancata vigilanza sulla presenza del chirurgo, alla clinica privata e a un altro medico che avrebbe prestato il proprio nome nella documentazione sanitaria e fiscale. Sono ritenuti responsabili in solido del danno contestato.

La somma indicata è oggetto della domanda nel giudizio contabile: non rappresenta una condanna già pronunciata né un sequestro di denaro annunciato dall’operazione.