Vladimir Putin ha affermato che la fascia di sicurezza creata dalle forze russe oltre il confine ucraino non dovrà essere oggetto di eventuali negoziati di pace. La dichiarazione è riferita alla visita del 16 ottobre a un posto di comando militare ed è riportata da Analisi Difesa, con un riscontro nel resoconto Rai della notte successiva.
La motivazione indicata da Mosca
Il presidente russo collega il progetto alla protezione delle regioni russe di frontiera e all’incursione ucraina nella regione di Kursk. Secondo la posizione espressa dal Cremlino, il compito delle truppe comprende anche la creazione di una zona oltre la frontiera.
È una rivendicazione politica e militare russa su territorio ucraino: l’annuncio non costituisce un’intesa con Kiev né dimostra l’avvenuta annessione delle aree interessate.
Estensione e controllo restano controversi
Analisi Difesa riporta anche valutazioni russe sull’estensione della fascia e sull’avanzata delle truppe. Questi dati non sono verificati in modo indipendente e non possono essere assunti come un bilancio condiviso del controllo territoriale.
Il punto della dichiarazione riguarda invece la trattativa: Mosca presenta il mantenimento della zona come una condizione di sicurezza da sottrarre al futuro negoziato, mentre le ostilità proseguono.


